gli anni di carta 
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  il dubbio e la certezza

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il dubbio e la certezza

 

è un viaggio. tra le ragnatele della nostra memoria. e sedie per improbabili ospiti mai arrivati da noi. viaggiare significa andar incontro a ciò che siamo. per ciò che siamo stati. per ciò che vorremmo essere. e forse non saremo mai. zigzagare tra i quadri bianchi dell’esposizione e le loro animate immagini vuole dire perdere tempo. per fermarsi e pensare ripiegati in noi stessi. già, perché non ci si muove tra significati serviti pronti per l’uso. molte sono le letture possibili anche di un singolo quadro. poco importa l’intenzione di chi l’ha pensato. importa quanto coglie di sé chi gli sta di fronte. l’autore non conosce i punti interrogativi ed esclamativi della vita degli altri. forse nemmeno della sua. che importanza può avere saper che tutto gira come le ore andaluse a testour se in quel paese si è stranieri? che importanza può avere se una lunga sequenza di casuali domande e risposte certe che terminano con un inevitabile punto fermo (e per di più rosso) può significare: una lettera, una giornata o una vita? è come guardarsi allo specchio senza  sapere da quale lato noi ci specchiamo. in fondo è inutile cancellare il nostro dubbio quando impaginiamo la nostra vita in una bozza eterna. persino i grandi temi ci sovrastano come enormi segni di interpunzione.  l’interrogativo  latino e quello arabo, rivolti in senso inverso, si affacciano sul mediterraneo e nell’incontrarsi possono formare un cuore. ma tutto dipende dal punto di vista in cui ci si pone. poi i due interrogativi che tra oriente e occidente si uniscono per dare forma a un dubbio infinito. che ci introduce al senso della nostra stessa vita. lo stesso dubbio che dio ebbe in suo figlio crocifisso. di qui, e forse anche prima, il nostro calvario fatto dell’alternarsi di continui dubbi e certezze nel nostro triste risveglio del quotidiano inconscio. sì, niente in noi è così evidente come un titolo. tutto affiora e sparisce per lasciarci ancora una volta soli davanti allo specchio. non importa se di antico metallo o virtuale. è nella solitudine che si raccoglie il proprio dubbio o la propria certezza. per poi incollarla su una realtà che appare trasparente. a volte. così l’ultimo quadro non sarà più dell’autore. ma di chi avrà ritenuto di esprimere il proprio sentire. può appiccicare un punto interrogativo o uno esclamativo in latino o in arabo.  come vuole. e nei pacifici colori di una  bandiera che sempre più stenta a sventolare. se qualcuno si chiedesse cosa ha voluto dire l’autore con questa esposizione, se non altro insolita, lui non potrebbe che dire: niente, io regalo solo idee sotto forma di pretesti. e, forse, un pretesto sono io stesso. unica certezza: la mia impronta.

 

torino - 19 giugno 2008                                                                                delfino maria rosso

 


 

le doute et la certitude

 

c’est un voyage. à travers les toiles d’araignée de notre mémoire. et des chaises pour des  improbables invités qui n’arrivent jamais chez nous. voyager signifie aller à la rencontre de ce que nous sommes. de ce que nous avons été. de ce que nous voudrions être. et peut-être de ce que nous ne le serons jamais. zigzaguer à travers les tableaux blancs de l’exposition et leurs images animées veut dire perdre du temps. pour s’arrêter et penser tout en se repliant sur nous-mêmes. c’est vrai, car on ne se promène pas à travers des significations servies prêtes à l’emploi. nombreuses sont les lectures possibles même d’un seul tableau. peu importe l’intention de celui qui l’a pensé. ce qui importe est combien recueilli de soi celui qui lui est en face. l’auteur ne connaît pas les points interrogatifs et exclamatifs de la vie des autres. peut-être même pas de la sienne. quelle importance de savoir que tout tourne comme les heures andalouses à testour si on est étranger dans ce pays ? quelle importance peut avoir si une longue séquence de questions casuelles et de réponses certaines qui finissent avec un inévitable point (et en plus rouge) peut signifier : une lettre, une journée ou une vie ? c’est comme se regarder dans le miroir sans savoir de quel côté nous nous voyons. au fond, il est inutile de cacher notre doute quand on met en page notre vie dans un brouillon éternel. même les grands thèmes nous surplombent comme des énormes signes de ponctuation.  le point interrogatif latin et celui arabe, tournés dans le sens inverse donnent sur la méditerranée et en se rencontrant peuvent former un cœur. mais tout dépend de quel point de vue on se met . et puis les deux points interrogatifs qui, entre orient et occident, s’unissent pour donner forme à un doute infini. qui nous introduit au sens de notre propre vie. le même doute que dieu eut en son fils crucifié. de là, et peut-être avant,  provient notre calvaire fait par cette alternation entre doutes et certitudes continuels dans le triste réveil de notre quotidien inconscient. oui, rien en nous est si évident comme un titre. tout émerge et disparaît pour nous laisser encore une fois seuls devant le miroir. peu importe s’il est de vieux métal ou virtuel. c’est dans la solitude qu’on retrouve son propre doute et sa propre solitude. pour ensuite la coller sur une réalité qui apparaît transparente. parfois. ainsi le dernier tableau n’appartiendra plus à l’auteur. mais à celui qui aura tenu à exprimer son propre sentiment. il peut accrocher un point interrogatif ou exclamatif en latin ou en arabe. comme il veut. et dans les pacifiques couleurs d’un drapeau qui flotte toujours avec plus de peine. si quelqu’un se demande qu’est-ce qu’a voulu dire l’artiste à travers cette exposition, sinon insolite, il ne pourrait que dire : rien, j’offre seulement des idées sous forme de prétextes. et, peut-être, un prétexte c’est moi-même. unique certitude : mon empreinte.

 

torino – 19 juin 2008                                                            delfino maria rosso

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  note

 

I quadri, realizzati in forex e plexiglass, sono la base dell’evento multimediale realizzato per LA SETTIMANA DEL DIALOGO – Tunisi 23-28 Giugno 2008

 

In lavori sotto la voce poster la versione manifesto 

 

VIDEO [Base dell'evento]

 

 

VIDEO [Presentazione dell’evento alla Società Dante Alighieri di Tunisi]

 

 

VIDEO [Cortometraggio "mediterraneo" realizzato per il film collettivo "Walls & Borders"]

 


 

In data 23 maggio 2009 l'evento è stato presentato presso l' Espace ZMORDA Tunisi - Soukra

 

 

 

 

 56 REALITES - Entre «Doute et Certitude» par Hanene Zbiss - luglio 2008

 

 

 IL CORRIERE DI TUNISI EUROMEDITERRANEO 62 - giugno 2009

  

 Tunis Hebdo – La recherche de soi et de l’autre par Jameledddine B.A. - giugno 2009

 

 

 

 
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