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  1980

 avevo

 

avevo 35 anni

quando una ragazzina di 15

s’innamorò di me

e mi chiese

se volevo condividere

la mia coperta ad una piazza

. le dissi che potevo essere suo padre

poi le parlai dell’amore e di altre cose

. non se ne fece niente

. l’ho rivista all’università

speravo mi rifacesse la proposta

così si sarebbe potuto rivedere la cosa

(i tempi erano cambiati)

. mi ha detto

: “Ciao

! come te la passi vecchio?”

 Arrivò in aereo e poi

             

            Arrivò in aereo e poi

 

- arrivò in aereo poi

in fretta

in taxi

abito doppiopetto

grigio rappresentanza

si vedeva

che da tempo era stato abituato

alla prima scelta

poi camicia azzurra cravatta

firmata

e scarpe così nuove

da cigolare nel loro stupore di toccare la terra

in sala

tutto pronto per l’occasione

riflettori microfoni proiettori

prese la parola

poi gli interventi

di carta copiativa

fra nervose nuvole di fumo

colazione di lavoro

menù non riportato

visita al centro di produzione della produzione

poi

nell’ordine

incontro con le autorità

cena presso il comitato del comitato

teatro

infine

di corsa in taxì all’hotel

camera riservata con servizi

e a chiusura della giornata

prima del meritato riposo

ancora un appunto per la conferenza di domani

 

che monotona e ripetitiva

la vita del compagno addetto

alla propaganda per la limitazione dei consumi

 

 

[da “il foglio” n 80 - anno X - n 4 - aprile 1980]

 

 ancora una volta

 

            ancora una volta

ti perdo per strada

. ti ritroverò

ancora una volta

. ma un giorno

e perché io sono sempre io

e perché tu di anni

ne hai più che tanti

(che non sono pochi)

non ti ritroverò più

. allora

se mi cercherai

telefonami da una qualche maria.

. (                                          )

. allego un: “ti amo”

che ti servirà un fico secco

“buona fortuna!”

(è la marca).

 mi dice

            

            mi dice

:”non sarai mai

un (grande) poeta”

. è vero

. lei mi conosce bene

(è mia madre)

. per incoraggiarmi aggiunge

: “gli altri a 40 anni lavorano

(più di te)

e si sono fatti una posizione

(buona)

non diventerai mai neanche un bukowski

(che è pure uno sporcaccione)”

. e siccome sono fragile

non finisco questa poesia

(che però non volevo fare)

. esco di casa

e vado da chi so io

che ha 20 anni

e che è una contadina

e che mi vende il latte

e che non va all’università

. oggi tra il fieno

le parlerò della lunabottone

. sì

! ha ragione (mia madre)

non diventerò mai neanche un bukowski

 mi dici

            

                         - mi dici

 

“è meglio essere il diavolo

che esserne sedotto”

 

è vero

ma tu

cuoricino mio

come diavolo

non sei un gran che

non fai i coperchi

(giusto!)

ma non fai neanche le pentole

 

in fondo

meglio così -

 ho passato un giorno intero

        

         ho passato un giorno intero

(e per di più di festa)

per rifare un impossibile puzzle

. non mi sono ricomposto

. credo parlasse

di re, di figli

e puntini di sospensione

. mi sono detto

:”al diavolo le regine!

(non sono roba per me)”

. così ho slacciato il nastrino verde

e me ne sono uscito

dalla carta viola

(del tipo paccoregalo)

. mia cara

lascia perdere le mie parole rosastrano

corri dal principino

. le tue mele

anche se verdi

prima o poi avvizziranno

e io ti sono inutile anche come contadino

 ho camminato

 

- ho camminato

 

tutta la notte

in punta dei piedi

(per non svegliarti)

nella tua testa

e mi sono incontrato

. (lo sapevo)

dio mio che disordine

! un bottone

l’irripetibile

un hank (cattivo e di troppo)

il martedì 19

e poi

una buccia di mela

. dovrei mettere in ordine

ma c’è anche un gettone

. io

di mio

ti regalo l’ultimo

: “telefonati!”

ciononostante

non me ne andrò

alla mia scarpa sinistra

manca ormai la stringa -

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