gli anni di carta 
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  1978

 in principio

 

 

                  in principio

 

- in principio

eravamo in tre

e si coltivava

credo si dica ancora così

la terra di un unico campo

indiviso

un giorno

uno di noi disse

che gli era venuta un’idea

cui diede il nome di

vanga

ma

per realizzarla

occorreva il ferro

e poi lavorarlo

e

per far questo ci voleva tempo

coltivammo così noi

per la sua parte

il campo

in cambio del suo operare

in seguito l’altro

si ritenne obbligato

a intervenire nella questione

disse

d’aver pensato

a lungo

su quanto stava accadendo

e che

tutto andava seriamente preso in esame

era ormai necessario

introdurre i confini

regolarmente gli scambi

controllare i prodotti

e così fece

si sarebbe poi anche

per iniziativa sua

interessato delle

nostre anime

ma questo più oltre

quando iniziammo ad imprecare

il tutto

si intende

in cambio di parte del prodotto

che non avrebbe più potuto

lui

coltivare

accettammo

non si sapeva allora

come sarebbe andata a finire

io poi avevo poco tempo

da perdere per pensare

già abituato com’ero

a lavorare si può dire

per due

ora sulle mie spalle di contadino

grava il peso

del pane quotidiano di tutti

e non si vede più

via di uscita

 

[da il foglio n 65] 

 una lezione che viene da lontano

 

una lezione che viene da lontano

 

- in questo

giorno a lutto

verrà esposta

l’ultima merce del dissenso

forse la più importante

la vita deve

nonostante tutto

continuare e

nessuno potrà dire

se questa sia una lezione da poco

soprattutto

in una città

che sa ancora di provincia

e dove la parola

che scuote il potere

dovrebbe scuoterne anche la coscienza

ma tant’è

che il potere

almeno nella sua parte rossa

se c’è

fa orecchie da mercante

e per quanto riguarda

poi la coscienza

è una questione

di stile

lo dico non senza ironia

così si va ad incominciare

e

viktor

libero premio stalin

non ha esitazioni

prende la falce e

via la stella

un colpo di martello

e tutto è finito

falce martello e stella

a cinque punte

bljad’

ma è quella della repubblica italiana

come suol dirsi l’incidente è chiuso

tra gli isterici applausi

di chi legge il giornale

nuovo

come fosse la pravda

volodia vorrebbe gridare

a sinistra

a sinistra

a sinistra

ma deve starsene in disparte

i turni vanno rispettati

intanto

rattoppa la sua blusa gialla

con tre metri di tramonto

per oggi marmellata

di cotogne

di bagday

a lui piace tanto

domani

in questa stessa sala

applausi programmati nell’unità

carla

che di rosso ha solo il cappotto

s’accorge del comizio

io

più abituato a questi incontri

vado seriamente meditando

sul come raddrizzare

la parentesi rivolta verso il basso

che gigliola porta come bocca

viktor

ormai

è saltato sulla giostra

al posto di jim craw

martin luther e

per l’accaduto

poché qui dissidente

in occidente

siamo in democrqzia

lo aiutiamo a dire amen

proprio lui che

di parole da dire

ne aveva ancora un sacco

andrej andrej

com’è difficile lasciare una chiesa

senza cadere in un’altra

tu conosci

e non per sentito dire

l’arroganza della verità

così

di certo tu

e non solo tu

hai sentito

che ancje qui da noi

chi mangia la torta con i funghi

deve tenere la lingua dietro i denti

è legge

ogni potere

deve potere tutto se no

che razza di potere è

ed è per questo che non va servito

è il potere

che deve servire

comunque

orami l’ora è tarda

dalla barba di abram

nasce un nuovo isaak

in questa babele

di cui tutti siamo

allo stesso tempo

complici e vittime –

 

La poesia si riferisce all’ultimo dibattito della Rassegna del dissenso culturale nei Paesi dell’Est, tenutosi a Torino il 9 maggio 1978, giorno dell’uccisione di Aldo Moro. Sul tema “Potere e letteratura in Unione Sovietica” sono intervenuti tra gli altri Viktor Nekrasov, Andrej Sinjavskj, che pubblicò clandestinamente sotto lo pseudonimo di Abram Terz, e Gigliola Venturi; nel testo sono citati con il solo nome, così come lo sono Vladimir Majakovskj, sotto il diminutivo di Volodia, Martin Luther King e Isaak Babel. Le frasi in corsivo sono tratte, nell’ordine, dalle poesie: Frammento, Marcia di sinistra, La blusa del bellimbusto (Majakovskj), La madre di Majakovskj (Etvusenco). Ancora, Jim Craw è il personaggio della poesia La giostra di Langston Hughes. Per quanto riguarda le parole in tondo “pravda”, in russo, significa “verità” e “bljad” sta per una popolare imprecazione. Il proverbio citato in tondo è russo.

 

[da il foglio n 64]

 un'altra nuova ipotesi

        

      un’altra nuova ipotesi

 

- io non sono

come si dice

un uomo di chiesa

ed è per questo che

con gesù

parlo quando voglio

è un buon compagno

che confida

a me

i segreti

perché sa che io

li dico agli altri

ora accadde

che egli mi invitasse

a leggere

luca XXIII, 33 - XXIV, 12

lessi

alla fine mi disse che

quanto fu scritto era vero

ma solo in apparenza

infatti

prima di spirare

il cattivo ladrone

gli disse che se lui era

veramente

cristo

il figlio di dio

doveva salvarlo

nonostante

il suo rifiuto di riconoscerne

la divinità

lo salvò

era un povero diavolo

ricco solo di orgoglio

poi

gli chiese di scambiarsi il corpo

e così fecero

sicché successe che

nel lenzuolo del sepolcro

venne avvolta l’immagine

del cattivo ladrone

questo perché

gesù sapeva

come sarebbero andate le cose

più oltre nei secoli

i cristiani

nell’adorare la sua

presunta immagine

non si sarebbero

in realtà

inginocchiati davanti a dio

ma all’uomo

troppo facile amare un dio

perfetto

più difficile amare

un uomo

con tutto il suo carico di miserie

lui

gesù

sarebbe

così rimasto

nascosto a tutti

e in fondo

per quanto mi riguarda

di un dio

che fosse venuto per dividere

io non avrei saputo

che farmene –

 

[da “il foglio” n 68 - anno VIII - n 9 - novembre-dicembre 1978]

 
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