gli anni di carta 
Mappa | 76 utenti on line


 Login
   
    
 Ricordati di me

 anni
 :: presentazione
 :: 2015
 :: 2014
 :: 2013
 :: 2012
 :: 2011
 :: 2010
 :: 2009
 :: 2008
 :: 2007
 :: 2006
 :: 2005
 :: 2004
 :: 2003
 :: 2002
 :: 2001
 :: 2000
 :: 1999
 :: 1998
 :: 1997
 :: 1996
 :: 1995
 :: 1994
 :: 1993
 :: 1992
 :: 1991
 :: 1990
 :: 1989
 :: 1988
 :: 1987
 :: 1986
 :: 1985
 :: 1984
 :: 1983
 :: 1982
 :: 1981
 :: 1980
 :: 1979
 :: 1978
 :: 1977
 :: 1976
 :: 1975
 :: 1973
 :: 1970
 :: 1968
 :: 1967
 :: 1966
 :: 1964
 :: 1960
 ::  senza data

 note
 :: autore
 :: email
 :: link
 :: riferimenti

 Ricerca
  

  2003

  about un voyage al mare in tunisia

 

about un voyage al mare in tunisia

può succedere che chiusi nello spazio di una peugeot 205 two women and one man (c’est ne pas the title di un film) con lo stesso problème si raccontino. parlez-vous français? yes. è successo. spazio quello di una peugeot 205. che non è large. no, proprio non è grande. eppure in uno espace comme ça ci si può confidare. se il viaggio è lungo. oui, se il viaggio è lungo. in quel tratto di strada qui porte from tunis to your sea. raccontare soi même it’s not so easy. surtout quando we come from others countries e culture differenti. lo spazio little e la route longue a volte ci costringono ad una imprevista confessione. les mots, c’est-à-dire le parole o the words, in una comprensibile confusione on va faire un mélange in one meticcismo di vissuti singolari (comment dire en français?  mélange?) (and in english?). ma le problème ce n’est pas ça. il problema sta nella nostra umanità. in the limits of our umanity. ha un senso quanto successo in quei km? oui il l’a. perhaps. e le sens è nello scoprire un comune denominatore in the people. portavano sulla pelle i segni. sulla loro pelle scura. la mia, white, sta invecchiando più rapidamente. comment faire pour spiegare la quotidianità. again nous on se comprend parlando del tempo che deteriora un rapporto per vero che sia. il legame stretto per sempre si allenta con il passare des jours. basta un sorriso estraneo a sottrarti al tuo dichiarato forever. inchallah. può essere. e forse è proprio lui che ha messo sulla mia strada une autre persona. non si è di certo blasfemi. è che si deve vivere a dispetto del all scontato. di quando si va a letto beaucoup d’années conoscendo a memoria il rito. non fa differenza se uomo o donna. c’è solo l’incrociarsi di occhi ormai stanchi che non sanno più neanche essere attenti ai colori. ancora gli stessi. e se parlassimo di biancheria? inopportuno. but true as matter. le nostre madri avevano meno grilli per la testa. non  è vero. le nostre madri non avevano pas le temps di averli. ci siamo liberati (almeno noi) di un passato ingiusto dove gli uomini vivevano liberamente la loro condizione di privilegio. it’s not the right way. ed è giusto. ainsi nous avons pris (ou nous sommes en train de prendre) some liberties. ma di questa libertà cosa ce ne facciamo se poi non abbiamo con chi condividerla? sotto lo stesso cielo e forse dio ci sono les mêmes problèmes. a volte la consuetudine ti fa sentire solo e diventi fragile. bastano due dita di martini ghiacciato per cancellare chi ti vive distrattamente accanto quasi fosse una cosa dovuta. to remove it for a moment only. e ti senti più tu. i figli ils ne nous appartiennent pas (sullo sfondo e nel fondo c’era anche kalil gibran e non solo). che bisogno c’era di raccontarsi così sino in fondo? c’era il bisogno di affermare che le nostre vite erano (et ils sont) diverse e uguali a dispetto di tutto e di tutti. noi compresi. convinzioni per una stessa certezza di to be a tool nelle mani di un dio comune. sia che qu’il s’appelle jésus ou la parola annunciata dal profeta mohamed or the announce from an iduiste. i figli vanno rispettati nelle loro scelte. bien sûr. i have a soon “noglobal”. io ci sono arrivato dopo di lei (mia figlia) ad esserlo. les vieux font plus d’attention à prendre une position. the revolution time is for the youngers. è giusto sia cosi. ma non bisogna tirarsi da parte. leurs idées ne doivent pas être absolues. the idea must be compared. il problema non sta nel vincere nello scontro tra giovane e vecchio. come vecchi abbiamo gia perso per gli anni. i discorsi si srotolano lungo i km più o meno in riva al mare. a gauche (esiste ancora) on peut voir le grand hôtel. l’uomo non comanda più come una volta. pas ici. as us. la donna nonostante tutto non è più così sottomessa. peut-être. ma la felicità condivisa è un’altra cosa. perché a noi donne era (et il est encore) richiesto il sacrificio di non poter essere condivise? in virtù di quale principio voi uomini avete disposto che a noi spettava il compito di esservi fedeli. due pesi e due misure. this is not an action of justice. toujours.  percorriamo la stessa strada. condividendo lo stesso spazio. non c’è alcun motivo di credere al perché mi si accusa. e di cosa poi? se al braccio di mon mari, al quale si aggrappano improbabili allieve. io l’ho solo sostituito con quello del vicino di casa. il vicino di casa è un artista. mi sono stancata di dormire con uno che girava the world to make money. i figli, sì, i figli, oui les enfants, yes the children, sono la nostra parte più fragile. bisogna proteggerli a qualsiasi costo. è l’obbligo che abbiamo. tutti. tous. everybody. è il solo obbligo di cui siamo pienamente responsabili. non c’è nessuno che possa assolverci se dovessimo abbandonarli. padre o madre che io sia. and in this space chacun de nous porte with himself il carico di altre presone incontrate. madame, avec des enfants déjà grands, ricerca se stessa tra pagine straniere mentre il padre rincorre improbabili giovinezze in discoteca. incroyable exactly il mondo è fatto di piccole cose come il cancellino per una lavagna come da noi non si usa più. excusez-moi pour les bip degli sms che mi trafiggono come un san sebastiano. do you know san sebastiano? quale, quello del mantegna o del perugino? as you like. lo conosco. le storie di trattorie si incrociano vieni a trovarmi? pas de problème. almeno per ora. dove abiti? lì. che non e poi cosi distante. difficile sbottonarsi negli anni della cerniera lampo (cfr. zip) madame voulez-vous la vie originale ou une copy? very difficult the answer. bisognerebbe sapere chi siamo. scusate, quanti anni abbiamo? solo gli anni dei figli ci ricordano i nostri. anche qui, cosa prendi?. what do you want? cous cous con sole verdure. pas de viande ni de poisson, s’il vous plaît. la signora è vegetariana. e anche gianista. quante storie si intrecciano e quante parole di dio. cui è difficile spiegare la solitudine dell’uomo. è la quotidianità che uccide in tutte le parti del mondo un rapporto quando non si hanno più motivi di sopravvivenza. il mutuo soccorso interviene alors pour nous sauver dalla solitudine. anche la gente ricca di qui è ricca. e lo si avverte di più. ma non è felice. insegue l’occidente. ça va? well, grazie. what do you want? il mare is exactly incroyable. come questo viaggio.

torino - dicembre 2003

 a quattro puntini

 

- a quattro puntini -

 

- ti prego, dimmi di sì

 

quando là

dove le parole non bastano più 

le mie labbra

aspettano le tue

lucide

per giocare a rincorrersi

 

- ti prego, dimmi di sì

 

quando là

dove le parole non bastano più 

i miei occhi

ti chiedono

di lasciarmi rubare

il tuo bianco

 

- ti prego, dimmi di sì

 

quando là

dove le parole non bastano più 

le mie mani

ti domandano se

tra gli imprevisti sentieri

mi sono comportato

da buon andaluso

 

- ti prego, dimmi di sì

 

[Torino – novembre 2003]

 il terzo

 

 

salutati i due più a portata di mano, non resta che salutare il terzo. quello riservato, e un po’ vergognoso. quello che non desidera mettersi in mostra. e con ragione. se ne sta lì. nascosto tra le pieghe quel tanto che basta per vedere cosa succede agli altri due. poi, se gli va, esce dicendo: allora? ci sono anch’io. bisogna aver pazienza con lui. è così lunatico. si deve correre subito da lui. chiedergli scusa. e inventarsi sempre nuove magie. se no è capace di andarsene ignorando le suppliche di uno sconsolato dito indice. sì, bisogna aver cura di lui. salutarlo con quella leggerezza che si riserva alle cose più fragili. e alle quali si tiene di più. senza lasciare che scivoli via come un fiore che viene colto al mattino in riva ad un lago amico. che fatica capirlo. anche se si è un po’ maghi. bisogna rassegnarsi alle sue stranezze di giovane inquieto. per lui si vende non solo il cuore ma anche l’anima. il lento andare e venire lungo un percorso così sempre nuovo riserva sorprende anche le mani più attente. il saluto diventa un legame per sempre tra parole che diventano inutili. e per fargli dire qualcosa non serve nemmeno un: ti prego, dimmi di sì. anche se qualche volta il suo silenzio è un sì dolcissimo non detto.

 

torino 31 dicembre 2003  

 la gente diceva

                       - la gente diceva

 

guardate quei due

 

il tempo stringe i loro polsi

con lo stesso cinturino

 

sono amanti

 

 

non si era accorta

che il quadrante di lei

era lo stesso

dell’orologiaio -

[Torino – aprile 2003]

 la ragazza dagli occhi chiari

 

 

io non so da dove arrivasse quella ragazza dagli occhi chiari. forse arrivava da parigi. o dall’india. o anche dalla finlandia. io so che quegli occhi chiari mi guardavano sempre di traverso. credo fosse per non incrociare gli altri. non che la cosa mi spiacesse. anzi. solo che io non capivo in che lingua cantava. voglio dire la ragazza dagli occhi chiari. ecco, mi perdevo tra l’arabo e l’andaluso. io non riuscivo proprio a capire le sue parole. quelle parole erano così essenziali. certo che chi parla in una lingua non sua dice le cose per farsi capire. io non ero abituato. a me non era mai interessato farmi capire. anche perché la gente è curiosa. è sempre curiosa la gente. per questo io avevo deciso di rispondere alle sue domande sempre con un “sì”, o un “no”, o “non so” o un “non rispondo”. così non passavo per maleducato, ma intanto rispondevo quando mi andava. lei mi parlava sempre in modo secco.  come io nel mio francese. se io avessi saputo parlare francese. a quella ragazza dagli occhi chiari io dovevo essere sembrato edward lear. voleva sapere sempre tutto. di tutto. io invece non sapevo niente. di niente. o forse no. ma a volte non volevo rispondere. tutto qui. a quegli occhi chiari mi affezionavo sempre di più. di questo me ne ero accorto. anche lei se ne era accorta. così a un certo punto ero io a farle domande. ma lei non mi rispondeva. io volevo sapere se sapeva baciare. un bel giorno glielo chiesi. mi rispose: “non rispondo”. beh, mi sono detto: lo so. cioè, non saprò mai come bacia. d’altronde si annoiava quando io volevo fare il maestro. per questo pensavo che se ne sarebbe andata presto con i suoi occhi chiari. anche se una volta mi ha chiesto: “mi vuoi?” gesù, cosa vuole dirmi adesso. non mi ero ancora risposto che lei ha aggiunto un imprevisto: “voglio venire a casa tua”. non sapeva che l’erba voglio non nasce nemmeno nel giardino del re. poi io non avevo proprio una casa. avrei potuto invitarla con altre. ma lei voleva venire proprio da sola. era presuntuosa. sì, anche lei. non che io lo sia. almeno molto. io lo sono solo un poco. che per lei era tanto. è per questo che presto cominciarono le discussioni e poi anche i fraintendimenti. persino sui numeri. a volte quello che lei mi diceva per me era arabo e quello che io dicevo a lei era cinese. non sarebbe stata una gran bella storia la nostra. una di quelle dove tutto è bene quel che finisce bene. ora tra noi c’è di mezzo il mare. è come se lei vivesse a tunisi. o lì vicino. ancora adesso, qualche volta, penso alla ragazza dagli occhi chiari. non ho mai saputo se sapesse baciare. questo mi rende un po’ triste. poi mi dico: inshallah.

 

[da "Offerta Speciale" n 32]

 

 per un dito (medio) di calvados

 

- per un dito (medio) di calvados –

 

- 9 dollari e ½

(spese postali comprese)

per andare e venire in giappone.

un affare

per una geisha da liceo provinciale.

 

il desiderio fiorito negli anni

lasciò le labbra ormai stanche

di stucchevoli baci sbiaditi

da sedicenne invecchiata

per entrare in quelle vogliose

nascoste agli occhi degli altri.

e l’improbabile dama

(da noi si dice così)

di corte sabauda (o quasi)

inseguì da quel giorno

piacevoli e certe

vibrazioni interiori

di due biglie in metallo dorato

amiche esclusive

di un solitario piacere

per l’occasione legato

al movimento leggero del corpo

con un sottile filo di nylon.

 

made in china e codice a barre

su confezione anonima

con marchiatura ce.

sexytoys

la marca presunta. -

 variazione su tema

 

- variazione su tema –

 

 

- lui le insegnò

  che la virtù

  stava nel mezzo

 

  il suo medio

  gliela portò via –

 

[torino - marzo 2003] 

Pagina:  1 
 
 lavori
 :: - Ho lasciato la strada vecchia per la nuova - come Cristoforo Colombo -
 :: appunti di viaggio
 :: eventi-mostre
 :: frammenti
 :: il dubbio e la certezza
 :: il gatto dalle unghie gentili
 :: il gioco nel mondo
 :: il lione e la gazella
 :: il signor x
 :: io il piccolo principe
 :: la 500 rossa
 :: la finestra [corto]
 :: lettere a maria
 :: marginalia
 :: poes?a 1
 :: poster
 :: storie di cose incontrate
 :: storie di graffi
 :: svite d'artisti
 :: t-shart
 :: una storia zuccherata

 elenco aggiornamenti
 :: data-voce

 libri
 ::  il signor x [Finzi Editore - Tunisi]
 :: I MONACI, LA MASCA E LA STREGA

 testi tradotti
 :: "السيد "ايكس
 :: arabo
 :: francese
 :: inglese
 :: olandese
 :: tedesco

 web partners

 

il gioco nel mondo

giocarsi

barberìa ensemble

Il Corriere di Tunisi

il foglio

 

 


delfino maria rosso - gli anni di carta - copyright © 2005 - powered by fullxml