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  1976

 a margine di una circostanza insignificante

 

a margine di una circostanza insignificante

 

io sono andato

all’inaugurazione del nuovo idolo

nel vecchio tempio

c’erano proprio tutti

quelli che contano

o quasi

mancavano

solo il vescovo ausiliare

forse indisposto

e l’ammiraglio

almeno

non in uniforme

tra tanto sangue blu

scuro

il mio rosso

si smarrisce

qui tutto è ordine

non un solo gesto fuori posto

qui tutto è essenziale

nulla di superfluo

se si esclude la loro stessa vita

da questo quadro ingiallito

dagherrotipo fine ottocento

di vecchi personaggi sbiaditi che

ancora vestono alla marinara

me ne esco in punta di piedi

non voglio turbare il loro sonno

purtroppo non ancora eterno

lascio che i morti seppelliscano i loro morti

fuori maddalenta aspetta un qualcuno

fa freddo

siamo a dicembre

e non ha ancora vent’anni

su

vieni

mentre andiamo all’inferno

ti racconterò di coloro i quali

qui ed ora

sono riusciti a far passare un cammello

per la cruna d’un ago

e per questo dimoreranno in paradiso

dove non ci va la classe operaia

per decisione dei vescovi

noi invece

andremo dove

dicono

faccia

maledettamente caldo

e forse lì

ci troveremo anche

quel tuo amico

di nazareth.

 

[da "il foglio" di Torino - n 46 - anno VI - n 3 - aprile 1976]

 ecco

 

ecco

 

al circo

pochi spiccioli di gente

attendono

l’ormai vecchio sempre nuovo

numero centrale della rappresentazione

ecco il clown

entra in scena

con

portamento regale

a dorso di un vecchio asino

la gente lo acclama

festosamente

così si usa

ed egli saluta con buffi ampi gesti

della mano

destra

arlecchineggiando

sfida le consuetudini e disprezza le teste

coronate

così

della legge si fa un cappello

e

ai dottori del tempio lo sgambetto

la gente applaude soddisfatta

dicono abbia

smesso i ferri da falegname

per finire lontano

da casa e senza più dignità

nella vita

del circo

ma i bambini non sanno

e gli corrono

incontro

a dispetto dei grandi

per giocare con i suoi colori

ma ora

il suo numero sta per chiudersi

rullano i tamburi mentre

portano

una croce sulla quale lo inchiodano

spogliato anche

dei suoi quattro stracci

sopra la testa

una corona

di spine

e sopra la corona di spine

una scritta

che ne schernisce

le ridicole pretese

tra risate e insulti

forse

qualcuno

si riconosce nel suo

goffo insuccesso

 

 

[da “il foglio” di Torino - n 47 - anno VI - n 4-5 / - maggio-giugno 1976]

 la strana storia del signor o

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