gli anni di carta 
Mappa | 82 utenti on line


 Login
   
    
 Ricordati di me

 anni
 :: presentazione
 :: 2015
 :: 2014
 :: 2013
 :: 2012
 :: 2011
 :: 2010
 :: 2009
 :: 2008
 :: 2007
 :: 2006
 :: 2005
 :: 2004
 :: 2003
 :: 2002
 :: 2001
 :: 2000
 :: 1999
 :: 1998
 :: 1997
 :: 1996
 :: 1995
 :: 1994
 :: 1993
 :: 1992
 :: 1991
 :: 1990
 :: 1989
 :: 1988
 :: 1987
 :: 1986
 :: 1985
 :: 1984
 :: 1983
 :: 1982
 :: 1981
 :: 1980
 :: 1979
 :: 1978
 :: 1977
 :: 1976
 :: 1975
 :: 1973
 :: 1970
 :: 1968
 :: 1967
 :: 1966
 :: 1964
 :: 1960
 ::  senza data

 note
 :: autore
 :: email
 :: link
 :: riferimenti

 Ricerca
  

  2010

  2 variazioni da un racconto di anton čechov [1]

 

la lettera

 

all’improvviso si ricordò che doveva scrivere una lettera. lo aveva promesso. solo che poi le cose erano andate come erano andate. però dopo se ne era ricordato. e senza scuse si mise a scrivere: “[...], (i puntini di sospensione sono miei. non è elegante mettere in piazza la vita degli altri. è poi una questione di correttezza prima ancora che di buon gusto) so che avrei dovuto scriverti molto prima. non l’ho fatto. e non per cattiva volontà. se ti dicessi il perché non mi capiresti.  correrei il rischio di essere persino compatito. [...]”. di tanto intanto sulla pagina correvano ghirigori. bizzarri geroglifici di un improbabile messaggio amoroso. comunque arrivò alla fine chiudendo con un ti aspetto dal “per lettera” sottinteso. ripiegò con cura la lettera. la mise nella busta poi in tasca. uscì. pensando a chissà come lei l’avrebbe presa. forse lo avrebbe persino davvero compatito. lungo la strada ci pensò più volte. ci pensò anche quando arrivò all’incrocio che doveva attraversare. la buca della posta era dall’altro lato della strada. di qua il cestino dei rifiuti.

 

l’email

 

è sempre andata così: “mi scriverai?” “ti scriverò”. le promesse estive sono da marinaio. che nei più fragili diventano insopportabili obblighi. così si era messo a scrivere. “ciao, forse ti ricordi ancora di me”. tutto in minuscolo. l’email è essenziale. senza fronzoli. l’inizio era un po’ scontato. ma capace di suscitare sempre un certo interesse verso chi scrive. anche se lui, in questo caso, non conosceva il reale interesse per la nuova conoscenza. anche se singolare per incontro. seguiva una lunga serie di: ricordo, mi manchi, se solo potessi, e via dicendo. un sacco di cose del genere insomma. di tanto in tanto qua e là dei :-) ma più sovente ;-) o ancora ;-* ma, pareva, solo se la giornata andava per il verso giusto. terminava poi con il solito: ciao. non seguito dal punto fermo. lo detestava. dopo il saluto. mettendolo gli sembrava di mettere fine ad una storia. anche a quelle mai iniziate. comunque dopo aver riletto come d’abitudine (direbbero i francofoni) stava spostando il cursore su “invio”. quando squillò il cellulare. più vicino era “elimina”.

 

1 – Cfr. Anton Pavlovič Čechov, Vanka, un racconto che ha per protagonista un giovanissimo sfortunato  ragazzino al quale crudelmente la realtà cancella i suoi sogni affidati ad una lettera che non potrà mai essere spedita.

  

  Il vecchio cinese e le sue perle

 

 

C’era una volta un pescatore che portava un filo di perle intorno al collo. Un giorno il filo si spezzò e le perle rotolarono tutte per terra. Disperato, il vecchio provò a cercarle con gli occhi: ma troppo stanchi e non le trovò. Provò con le dita: ma erano troppo inaridite. Provò con la lingua: ma era troppo tempo che non sentiva i sapori. Sempre più disperato, continuò a cercare usando tutti i suoi sensi. Ma ogni sforzo fu inutile. Quando ormai aveva smesso di sperare, inaspettatamente ritrovò, una dopo l’altra, tutte le sue perle.

 

[Anonimo cinese]

 

 

Finalmente si ritrovò sereno. Ma subito si rese conto che avrebbe mai più potuto portare al collo il suo filo di perle. Gli occhi stanchi e le sue dita inaridite non gli avrebbero permesso di rinfilare le perle ritrovate. Persino la sua lingua non sarebbe riuscita  a bagnare il capo del filo. Pensò che i suoi occhi non avrebbero più potuto vedere il filo di perle intorno al suo collo. Lentamente allargò le dita e lasciò che le perle ad una ad una corressero per la loro strada, sapendo che ci sarebbe poi stato chi le avrebbe trovate per caso. Fu allora che incontrò la serenità perché consapevole che avrebbe reso felice qualcuno. A lui, per vivere, in fondo bastava una collana di perle inventata.

 

[Delfino Maria Rosso]

  la cartolina

sì, lo so anch’io che è solo una cartolina. lo so per davvero. beh, ma non è una cartolina qualsiasi. voi non siete mai stati sull’isola di garda. è per questo che dite così. io ci sono stato. non posso raccontarvelo. però ci sono stato. allora so cosa vuole dire correre su quelle stradine di notte. non ve l’aspettavate questa confessione. eppure sì. di notte. dopo essere stato alla sinagoga. beh, certo non ero da solo. da mantova era arrivata una buona notizia. da mantova arrivano sempre delle buone notizie. forse esagero. non sempre. ma questa volta sì. ma poi se voi foste stati nel pomeriggio con i pescatori di lì (sidi jmour) allora capireste. già, nel loro mare si può anche nuotare. se uno lo sa fare. voglio dire il nuoto. se no è difficile. ma se c’è caldo ci si può bagnare. come al lago. ma anche non solo. basta togliersi il vestito. a fiori. questa volta. però non tutto. adesso non ricordo di preciso se erano rose o mimose. però penso le prime. perché mi sono punto un dito. cercando non so cosa. quel giorno ero proprio bello. sembravo uno scrittore. di quelli veri. di quelli che scrivono proprio. in vacanza. poi di notte c’erano le stelle. e anche la luna. io non sono un romantico. però ho visto tutto lo stesso. beh, non è poco. di notte, quella notte, ci sono, c’erano, mille motivi per distrarsi. però ho fatto attenzione. tante volte ho letto che bisogna fare così. se non si vuole piangere un domani. è una fortuna che io abbia imparato a leggere. anche se, a dire la verità, a squola non andavo tanto volentieri. i sacrifici fatti da bambino ti fanno crescere per bene. sì, era una notte dai tanti silenzi. il silenzio sarebbe stato uno solo se tante vocali non lo avessero interrotto. io di quelle vocali non ci ho mai capito molto. però è così. boh, ora io non so cosa ne pensiate della cartolina. dico questo perché penso sia difficile, sì proprio difficile, che possiate capire il perché una cartolina, questa cartolina, lascia una o sulla mia bocca aperta. voi vivete chissà dove. voi non avete nemmeno idea di dove sia l’isola di garda. e neanche mantova. è un peccato. o forse no. anzi. forse se foste stati al posto mio ne avreste commesso anche voi uno in più.

 

[da Offerta Speciale - Torino ottobre 2010]

  il gatto

 

- il gatto

 

ha sette vite

se poi è quello

dalle unghie gentili

forse ancora

di più

 

ora

non si sa in quale

lui arrivò

puntuale

alla prevista isola

in viola

sotto la gonna

per l’occasione

o casualmente

 

quel giorno

ai piedi della

sua inseparabile

amica

c’era un mare

da sotto le stelle

e la luna (piena)

lui

romantico

(più per lettura

che per sentimento)

fu accolto

da una incredibile storia

di antichi graffi

fine ‘800

 

così si arrampicò

sullo specchio

(non per le allodole)

sino a stancare le zampe

e la lingua stupita

 

quella splendida isola

dalla spiaggia

con gli occhi verdi

e in scamiciato a fiori

avrebbe potuto vivere

di e di miao

per l’eternità

se il gatto

dalle unghie gentili

chiuso il telino

della sua

complice vettura

non fosse partito

per località ignota –

 

[Djerba – settembre 2010]

  viaggio insolito

 

- viaggio insolito

 

in auto

terra e targa straniera

 

km x

i ragazzi alzano il braccio

per salutare

ricambio

 

km y

i ragazzi alzano il braccio

per lanciare pietre

scappo

 

km z

i ragazzi stanno alzando il braccio

non so più cosa fare –

 

[Tunisia – settembre 2010]

Pagina:  1 2 Prossima
 
 lavori
 :: - Ho lasciato la strada vecchia per la nuova - come Cristoforo Colombo -
 :: appunti di viaggio
 :: eventi-mostre
 :: frammenti
 :: il dubbio e la certezza
 :: il gatto dalle unghie gentili
 :: il gioco nel mondo
 :: il lione e la gazella
 :: il signor x
 :: io il piccolo principe
 :: la 500 rossa
 :: la finestra [corto]
 :: lettere a maria
 :: marginalia
 :: poes?a 1
 :: poster
 :: storie di cose incontrate
 :: storie di graffi
 :: svite d'artisti
 :: t-shart
 :: una storia zuccherata

 elenco aggiornamenti
 :: data-voce

 libri
 ::  il signor x [Finzi Editore - Tunisi]
 :: I MONACI, LA MASCA E LA STREGA

 testi tradotti
 :: "السيد "ايكس
 :: arabo
 :: francese
 :: inglese
 :: olandese
 :: tedesco

 web partners

 

il gioco nel mondo

giocarsi

barberìa ensemble

Il Corriere di Tunisi

il foglio

 

 


 Archivio
 ::  festa della mamma 
 ::  pasqua 2010 
 :: buon natale e ferlice anno nuovo 
 :: 8 marzo 

delfino maria rosso - gli anni di carta - copyright © 2005 - powered by fullxml