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  storie di cose incontrate
 incontro 001

 

cosa – calcetto 

dove – mali [gao]

quando - un giorno di inizio gennaio 1988

 

 

 

 

ehi, cosa volete in cambio del vostro calcetto? ero arrivato al mercato di gao (accento sulla o alla francese) e mi stupivano i quattro ragazzini che giocavano. e i non so quanti altri che guardavano chiassosamente. età: meno di dieci anni. anche questa volta mi ero preparato per il baratto. certo che sia più dignitoso barattare la propria forza lavoro (karl marx) che non chiedere l’elemosina si trattava di trovare un accordo. e l’accordo fu non ricordo in quanti dinari. a dire il vero non ricordo nemmeno più se fossero dinari o altra moneta. ero affascinato dall’apertura per fare uscire le biglie. si apriva tirando una chiavetta da scatola di sardine. il rientro era fatto con un elastico ricavato da una camera d’aria. avevano copiato il gioco da un vecchio calciobalilla, arrivato lì chissà come, buttato in disparte. copiare non è così semplice quando si hanno solo: una o due latte che contenevano olio (aiuto americano che ricordava quelli erp), qualche metro di fildiferro. per attrezzi: due sassi e un chiodo. ci vuole parecchia fantasia, e manualità (come da noi non si usa più), per fare un calcetto così. ho imparato anche che non serve per vivere la precisione (come la mia). l’importante è il gioco. non il giocattolo. al mercato c’era un forte e fastidioso odore di cose andate a male. me lo hanno detto gli altri. l’unica cosa che io avvertivo era il possesso di una parte del mio tempo di guerra quando giocavo con il niente.

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